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La Residenza italiana a Teheran al centro di un rilevante progetto architettonico della città.

Data:

25/01/2021


La Residenza italiana a Teheran al centro di un rilevante progetto architettonico della città.

L’Ambasciatore Giuseppe Perrone ha ospitato oggi in residenza l’evento di presentazione di un progetto di documentazione e raccolta di materiale storiografico e architettonico su 340 edifici della città, alcuni dei quali iscritti nella lista del patrimonio culturale del paese e nel patrimonio UNESCO (Palazzo Golestan).
Il progetto, sfociato nella pubblicazione del libro “La mia Teheran” di Amir Reza Farahbod, ha come scopo principale la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della capitale iraniana in vista di una sua ulteriore attività di promozione.

La Residenza italiana gioca un ruolo fondamentale nel progetto come esempio di pregiata arte dell’epoca qajara e custode di un giardino persiano di otto ettari, uno dei più rari e originali esempi di giardino persiano ancora presenti nella città di Teheran.

L’Ambasciatore a Teheran, Giuseppe Perrone, in apertura della presentazione del progetto, ha sottolineato il continuo impegno dell’Italia a salvaguardare il giardino di Farmanieh, valorizzandone il carattere unico di testimonianza storica e architettonica, e ponendolo al centro di eventi culturali promossi dall’Ambasciata d’Italia.
All’incontro ha partecipato anche il Presidente del Consiglio comunale di Teheran, Mohsen Hashemi Rafsanjani, che ha sottolineato la profondità della ricerca alla base del progetto ed ha auspicato che, nella nuova fase che si sta per aprire nelle relazioni internazionali, vi sia un ulteriore approfondimento dei rapporti tra Italia e Iran, che ha definito storici e particolarmente intensi.

“La mia Teheran” è frutto di un lavoro di circa 10 anni svolto dall’architetto Farahbod in collaborazione con la municipalità di Teheran, il Ministero dei Beni Culturali, del Turismo e dell’Artigianato della Repubblica Islamica dell’Iran, di esperti e ricercatori dell’Università di Teheran. 


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